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La Festa della Varia

La Varia di Palmi è una festa popolare che si svolge a Palmi in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città,[6] l’ultima domenica di agosto con cadenza pluriennale. L’evento è la festa principale della regione, nel 2014 ritenuta “festa della Calabria”,[7] e rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane, dal 2013 inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.[8]

La Varia è un enorme carro sacro che rappresenta l’universo e l’assunzione in cielo della Vergine Maria.[9] Sopra il carro, di altezza pari a 16 metri[10] e trasportato a spalla da 200 Mbuttaturi (portatori), trovano posto figuranti umani che rappresentano la Madonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli.[10] Un altro momento importante di fede è la processione per le vie cittadine, il giorno precedente il trasporto della Varia, del quadro di Maria Santissima della Sacra Lettera e del reliquiario del Sacro Capello.

Dal 1900 ad oggi la Varia ha avuto anche altri riconoscimenti, tra i quali la copertina di un numero de La Domenica del Corriere,[11] l’emissione un francobollo prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato[12] e l’abbinamento ad una lotteria nazionale.[13]

Nel giugno del 1575 scoppiò a Messina una epidemia di peste che durò circa trent’anni anni procurando la morte di oltre 40.000 persone. Il morbo fu portato da Levante dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) ed in breve tempo si propagò anche a Reggio Calabria e nelle altre coste della Calabria,[14] tra cui Palmi (anche se in modo minore). I cittadini di Palmi, accolsero quanti fuggirono dalla città peloritana ed inoltre, tramite i suoi marinai, mandarono aiuti tramite generi di vitto e olio.[15]

Superata la calamità la città di Messina, con delibera del Senato cittadino, volle donare alle autorità ecclesiali di Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei capelli (secondo la tradizione) della Madonna, che sarebbero stati portati nella città siciliana nel 42 d.C. unitamente ad una lettera di benedizione e di protezione da parte della madre di Cristo.[16] Nel 1582, accompagnato durante la traversata da una moltitudine di barche “vestite a festa”, il vascello di Giuseppe Tigano portò da Messina alla Marina di Palmi un reliquiario contenente un Sacro Capello della Vergine.[16]

Da quel momento, anche nel popolo palmese, cominciò la venerazione verso la Madonna appellata col titolo “della Sacra Lettera” e si adottò la sua effigie nera racchiusa in una manta d’argento a somiglianza di quella venerata nella città peloritana. In suo onore furono innalzate cappelle ed altari e, nella ricorrenza dell’assunzione, vennero tributate solenni processioni con grandi festeggiamenti, alla cui spesa concorreva tutto il popolo pagando un balzello imposto dal Comune sull’acquisto della carne. Inoltre, sul modello di Messina, si realizzò un enorme carro votivo rappresentante l’Assunzione di Maria. Tale carro fu introdotto da un certo “Mastro Jacopo”.

Il trasporto della Varia inizia alle ore 19.00 in punto[51] quando viene data la «scasata», ovvero il segnale di partenza, con un tradizionale colpo di cannone.[57] A sollevare e spingere il carro sacro lungo il selciato di granito del corso Giuseppe Garibaldi[57] sono, come detto, i duecento ‘mbuttaturi che spingono sotto le cinque travi di legno. Nello sforzo vengono aiutati dalla popolazione, che tira anch’essa tramite due lunghe corde protese davanti alla Varia.[57] Durante tutto il trasporto del carro, l’Animella compie il gesto di impartire la benedizione «in nome della Madonna della Sacra Lettera».

Il tragitto del carro votivo consiste nel percorrere tutto il corso Giuseppe Garibaldi, fermare lo stesso alla fine della strada e ripartire, in direzione opposta, percorrendo nuovamente il corso Garibaldi fino alla piazza I Maggio, dove la macchina a spalla viene fermata definitivamente. Durante la sosta alla fine del corso, il Padreterno ha il compito di girare il bullone che ferma il seggiolino, per farlo ruotare in modo che l’Animella torni nuovamente con lo sguardo alla folla. La tradizione vuole che la Varia non si debba mai fermare per un ulteriore sosta imprevista, in quanto la cosa sarebbe da interpretare come un segno che prevede conseguenze spiacevoli.

A conclusione del trasporto, l’Animella viene fatta scendere dal carro e fatta salire sulla portantina, per farle fare un giro trionfale della piazza tra la popolazione

Fonte: Wikipedia

 

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